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Premio "Archi di Pace 2023" alla memoria di don Tonino Bello

2024-03-14 09:11

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Dal diluvio universale alla contaminazione culturale con l’intelligenza artificiale GPT

Discorso del presidente della associazione Dr. Antonio Cafaro


Per parlare di pace vorrei provare a descrivere in breve due viaggi uno che riporta informazioni prese da ciò che ci circonda e dalla cultura religiosa, l’altro introspettivo che guardi dentro l’uomo.


Apparentemente sono due, ma sostanzialmente è un unico viaggio.


Parto da molto lontano, dal diluvio universale.


“Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. Allora Dio disse a Noè: È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra.”


Oggi invece tra ingiustizia sociale, contrasti, scontri culturali, uso inappropriato di risorse della terra e 57 conflitti armati nei vari continenti, mi sorge una domanda: cosa mai abbiano potuto fare di male gli uomini dell’epoca, più di noi che oggi usiamo la conoscenza per costruire e usare armi chimiche, batteriologiche e nucleari? Non rispettiamo la vita, compiamo stragi e usiamo violenza sugli indifesi.


“Dio disse a Noe: Fatti un'arca di legno di cipresso. Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto Giusto dinanzi a me in questa generazione.”


Chi può essere considerato Giusto oggi? A Stoccolma faticano ogni anno per trovare colui al quale assegnare il nobel per la pace tra miliardi di persone che popolano le terra. In Italia, a rifletterci bene, qualche Giusto lo troviamo: don Tonino Bello, San Pio, ed altri che non sto a citare.


“D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto. Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.”


Dopo il diluvio le acque si ritirarono, cosa pensate sia successo?


Se oggi siamo qui, si intuisce che la vita riprese e forse grazie alle acque piovute la terra è stata anche più fertile.


Con il linguaggio di oggi potrei, se permettete, dire che Dio ha usato un mezzo di distruzione di massa biologico.


L’uomo oggi, invece, ha ben altri mezzi di distruzione di massa: ad esempio vari tipi di bombe atomiche.


Il giorno dopo una guerra nucleare come si presenterebbe la terra? La vita potrebbe riprendere subito? Certamente no.


Una guerra atomica totale porterebbe probabilmente alla scomparsa del genere umano, uccidendo tutti, anche i giusti. Oltre a ciò il paradosso di una guerra nucleare sta anche in questo: sappiamo che il lupo sopravvive alla preda perché la uccide per nutrirsi, invece la bomba atomica continua ad uccidere anche dopo la morte naturale di chi la ha lanciata. Paradossò del genio malefico dell’uomo: un’arma che continua a uccidere senza distinzione anche dopo la morte del cosiddetto nemico.


Dio diede a Noè come segno l’arco della pace, il nostro Centro ha preso la denominazione di Archi di Pace ispirandosi alla nuova chiesa di San Pio, costruita ad archi confluenti su un unico pilastro: l’uomo giusto, San Pio. Quando abbiamo costituito il centro, nessuno immaginava di dover vedere i cieli dell’Europa segnati da archi scritti dai missili lanciati per uccidere e distruggere.


Riprendo il viaggio nella fase introspettivo e prendo in prestito una frase del Vangelo:


“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”


Questa frase ci dice due cose. La sopravvivenza del corpo è direttamente legata alla possibilità di nutrirlo, da qui le pulsioni umane in tutte le loro sfaccettature, pulsioni che guidano i comportamenti individuali e collettivi, dei popoli e delle nazioni. Le pulsioni che governano l’istinto di sopravvivenza ci dicono che non siamo fatti per la pace, ma per la guerra o al massimo per la quiete tra forze in continua contrapposizione e confronto per garantirsi il sostentamento, equilibrio che corrisponderebbe ad una Pace armata.


La seconda parte della frase ci invita a nutrirci della parola di Dio, parala che dovremmo usare per governare le pulsioni e trasformarci in uomini di pace.


Istintivamente siamo per la guerra, l’educazione culturale ci trasforma in uomini di pace.


Se la frase evangelica la uniamo a quella laica “Fatti non fummo per viver come bruti ma per seguire virtute e conoscenza”, ognuno avrebbe le migliori indicazioni per compiere il viaggio che siamo chiamati a tracciare su questa terra come uomini Giusti. La cultura, la cosa che rende l’uomo diverso dagli animali, è la base per costruire l’uomo Giusto. Anche la religione è cultura e una cultura aperta al cambiamento rende liberi. Noi sappiamo che è la cultura a generare la giustizia sociale, l’uguaglianza, la solidarietà e la comprensione nei i popoli e tra i popoli, come pure, se governata dall’istinto, a generare tutto il contrario: ingiustizia, discriminazioni, povertà.


La crescita culturale è strettamente dipendente dallo studio, dal numero di scambi culturali, scambi oggi veloci; dalla contaminazione culturale che essi determinano; dagli incontri che facciamo lungo il viaggio che è la nostra vita ….e ci dobbiamo dire fortunati se incontreremo artigiani di pace come don Tonino Bello, San Pio.


Scambi culturali, un tempo legati alla velocità dei mezzi dell’epoca: messaggeri, cavalli, carri, bastimenti; oggi amplificati e velocizzati da internet e dai social che permettono scambi culturali anche stando fermi a casa propria, da dove, usando la intelligenza artificiale GPT, potremmo essere tutti ugualmente creativi, scrittori o poeti.


Quale sarà il comportamento di Caino e di Abele, domani, educati da internet a cercare risposte nella Chat GPT?


Questo è il domani che fa paura a Putin e al patriarca russo e a tutti i governi autoritari, dove non viene rispettata la libertà e l’auto determinazione di uomini e donne.


La guerra in Ucraina è soprattutto uno scontro culturale tra due mondi: uno libero e conservatore, ma non chiuso al cambiamento, l’altro solo conservatore. A questo scontro partecipiamo tutti: chi facendosi coinvolgere passivamente restando seduti in poltrona, chi attivamente facendo sentire la propria voce libera, che nasce dall’amore per la libertà, la giustizia sociale e la speranza di un mondo di Pace.


la voce di don Tonino Bello oggi risuona ancora attraverso i suoi scritti ed anche attraverso la sua fondazione.


In ultimo, per concludere, da non trascurare è l’ambiente che fa da scenario al nostro viaggio su questa terra.


La ragione mi dice che Dio esiste in quanto io lo penso e lo percepisco nella grandezza della natura e dell’universo. Per alcuni esiste solo perché l’uomo lo pensa. Invece per il fatto che la terra esisterà ancora dopo di me, che ne ho coscienza ed esisterà anche nell’ipotesi che l’umanità si autodistrugga in una guerra nucleare, c’è la certezza che Dio esiste e governa l’universo. Sono certo anche che ci mise nel paradiso terrestre, dal quale faccio fatica a credere che ci abbia scacciati. Solo dovremmo avere la consapevolezza che la terra, questo paradiso, da vedere come una unica grande aiuola, dovremmo saperla attraversare senza distruggerla con i nostri passi.


Questa aiuola che stiamo calpestando e distruggendo, la potremmo ancora salvare per riportarla non dico a come quando ce la consegnò, ma certamente possiamo raggiungere un livello di migliore convivenza per preservarla e consegnarla vivibile di generazione in generazione.


Per far questo dobbiamo prendere coscienza che la libertà che Dio ci ha dato non è assoluta, ma condizionata.


Condizionata dalle risorse disponibili che non sono infinite e che dovremmo usare con equilibrio, imparando a riconoscere i cambiamenti chimico-fisici che determiniamo sull’ambiente con il loro utilizzo, utilizzo per alcune risorse anche indiscriminato.


Non mi dilungo sull’argomento del cambiamento che i nostri comportamenti producono sull’ambiente.


Ma ritengo che sia indispensabile parlarne perché l’ambiente incide fortemente sulla prima parte della frase che ho preso in prestito dal Vangelo: non dì solo pane vive l’uomo. Se le risorse per il sostentamento del corpo vengono meno si riapre il cerchio e si perde l’equilibrio di Pace che a faticai Giusti ricercano.


Per concludere un piccolo pensiero sull’attualità: la guerra in Ucraina.


Le guerre le decidono i potenti e le pagano con la vita i cittadini. Nella bibbia si narra che: Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek, l’avversario. Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l'altro dall'altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.


In questo racconto la guerra non la combattevano fisicamente Mosè, Argonne e Cur, ma i soldati, che ne pagano il prezzo con la vita.


Anche nella guerra in Ucraina, la NATO e l’Europa sostengono le braccia di Zelensky e l’Ucraina vince, mentre a pagarne il prezzo sono i soldati e i civili.


L’attacco all’Ucraina è da condannare senza se e senza ma.


Ma per aprire un tavolo di Pace bisogna convincersi che le diplomazie prendano in considerazione la geopolitica del luogo e di tutte le forze internazionali interessate; oggi non possiamo sostenere Mosè fino al tramonto, perché le guerre non si combattono più con le spade, ma con armi molto più distruttive. Armi che uccidono i soldati, i civili e distruggono l’ambiente, armi che mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intera Umanità.


Io sono per un qualsiasi accordo che metta fine alla guerra, giusto o ingiusto che sarà, tanto esso non durerà nel tempo. Anche se si dovesse creare un muro tra il Dombass e il resto dell’Ucraina, tanto sappiamo che i muri non reggono alla forza della Pace.


E ancor più perché le prossime generazioni di governanti, che si formeranno con l’uso di internet e dell’intelligenza artificiale GPT, strumenti senza limiti e confini in grado di portare ovunque quella contaminazione culturale utile a propagandare diritti di libertà e modelli di vita sostenibili, domani, nel futuro prossimo, sapranno sostituirli con nuove alleanze ed equilibri di pace nei popoli e tra i popoli della terra.


 


 


Antonio Cafaro



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